| Per realizzare questo tipo di fotografia bisogna innanzitutto avere a disposizione ottiche di corta focale, con un angolo di ripresa superiore ai 70 gradi e un'adeguata profondità di campo, così da mettere perfettamente a fuoco sia il soggetto in primo piano, sia gli elementi che si trovano su altri piani, a distanze diverse. La luce naturale e la luce artificiale sono le due differenti sorgenti luminose che, dosate e miscelate opportunamente, permettono di realizzare immagini dell'ambiente sottomarino apprezzabili sotto un punto di vista sia panoramico che cromatico. Sott'acqua, infatti, la sola luce naturale non consente di riprodurre i colori dell'ambiente e della vita sottomarina, mentre usare come unica fonte luminosa il flash (a meno che non si tratti di riprese macro e ravvicinate) significa penalizzare la visione dello scenario e gli elementi che si trovano fuori dalla portata del lampo.
Come tutti sanno, queste due sorgenti luminose, così fondamentali per la corretta esposizione di un'immagine fotografica subacquea, hanno caratteristiche e origini del tutto differenti e, per quanto attiene alle rispettive intensità d'illuminazione, diversamente gestibili. L'intensità della luce naturale si modifica con il variare della profondità : si potrebbe dire che, per aumentare o diminuire la sua capacità d'illuminazione, soggetti o scenario dovrebbero potersi avvicinare o allontanare dalla superfice, cosa evidentemente impossibile. É quindi il fotografo che deve spostarsi verso l'alto (o verso il basso) e, in alcune occasioni, orientare l'obiettivo della sua macchina verso la superfice, in direzione della provenienza della luce. Per la luce artificiale, invece, è sufficente allontanare o avvicinare la parabola del flash, dal soggetto che si vuole illuminare, per aumentare o diminuire la quantità di luce necessaria a una corretta esposizione. Ma si può ottenere il medesimo risultato, senza modificare la distanza obiettivo/soggetto, parzializzando l'intesità del lampo direttamente sul regolatore di potenza. Differenti sono anche le modalità tecniche di esposizione per le due sorgenti luminose: l'esposizione a luce naturale viene determinata dall'apertura del diaframma dell'obiettivo e dal tempo di otturazione; in caso di luce artificiale, invece, l'esposizione del soggetto illuminato dal flash è controllata esclusivamente dalla regolazione del diaframma (il tempo influisce solo sulla sincronizzazione del flash). Il modus operandi per gestire contemporaneamente e in modo equilibrato le due tecniche consiste nell'adeguare la quantità di luce erogata dal flash (che influenza il soggetto o i soggetti in primo piano) al valore espositivo della luce naturale esistente, valutata nel momento in qui si effettua la ripresa. Dopo aver misurato la luce naturale, considerando un valore medio espositivo (diaframma e tempo) per una foto che includa in parte lo scerario sottomarino e in parte lo sfondo del mare verso la superfice, si possono individuare tre modi per ottenere una immagine bilanciata nell'illuminazione (naturale e artificiale) di tutti i suoi elementi: modifica del tempo di otturazione, modifica della distanza del flash dal soggetto; variazione della potenza del flash.
Una foto in luce mista può nascere da due diverse interpretazioni: equilibrio perfetto tra luce naturale e luce artificiale, o accentuazione dell'illuminazione del soggetto in primo piano per privileggiare i suoi cromatismi, contrastati da una moderata sottoesposizione (non più di uno stop) dell'ambiente, soprattutto dello sfondo blu.
Il disegno esemplifica le modalità operative che bisogna applicare per ottenere un perfetto equilibrio tra le due fonti di luce in cui il valore espositivo per il soggetto in primo piano è il medesimo di quello dell'ambiente.
 Il disegno illustra le procedure per ottenere un'immagine con un'illuminazione perfettamente equilibrata. I valori si riferiscono alla sensibilità di una pellicola da 100 ISO. L'impiego di una macchina fotografica (Nikonos V o reflex in custodia) con lettura esposimetrica automatica della luce naturale ha indicato diaframma 5.6 e tempo di otturazione 1/90 sec.. Il soggetto in primo piano, ripreso alla distanza di 70 centimetri e con il flash sullo stesso piano dell'obiettivo, è esposto correttamente con diaframma 11. É evidente che la differenza di due stop, tra luce naturale (f5.6) e la luce artificiale (f11), è eccessiva e crea un problema di esposizione: se si sceglie il diaframma f5.6, valore corretto per esporre l'ambiente, si sovraespone di due stop il soggetto illuminato dal flash; viceversa, con il diaframma f11 si sottoespongono di due stop gli elementi dell'ambiente compresi nell'angolo di campo dell'obiettivo. Ecco come adeguare le due differenti illuminazioni alle necessità espositive di tutti gli elementi dell'immagine. La prima soluzione (disegno A) è quella di mantenere il flash (a piena potenza) a 70 centimetri dal soggetto, diaframmare a f11 e diminuire il tempo di otturazione da 1/90 sec. a 1/30 sec.: questo offre il vantaggio di una profondità di campo molto estesa, ma con rischi di "mosso" di eventuali soggetti in movimento. La seconda possibilità (disegno B) è quella di arretrare il flash (usato a tutta potenza) a un metro e trenta centimetri circa dal soggetto e diaframmare a f5.6 con 1/90 sec.. L'ultima variante (disegno C) è di riprodurre la potenza del flash di due stop lasciando inalterata la distanza di 70 centimetri dal soggetto.  Â
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Nel caso si voglia applicare la tecnica della sottoesposizione del valore della luce ambiente per ottenere toni più intensi dello sfondo blu del mare, è necessario che anche gli elementi secondari (non illuminati dal flash), presenti nella scena, risultino sufficientemente leggibili; riprendendo la scena dal basso verso l'alto, il mare assumerà tonalità digradanti, dal blu carico all'azzurro e migliorerà così la luminosità dell'immagine, specialmente se la sottoesposizione della luce ambiente supera il valore di uno stop. É, invece, evidente che, con una maggiore chiusura del diaframma, aumenta la profondità di campo dell'obiettivo, fattore fondamentale per mantenere contemporaneamente a fuoco soggetti e piani molto distanti tra di loro. Nella foto in luce mista, dunque, miscelando sapientemente la luce artificiale del flash con la luce naturale, il fotografo ha la possibilità di ottenere risultati decisamente originali e creativi.
 
