| Come si fa a realizzare una bella foto subacquea?
É una domanda che spesso sentiamo fare da chi è ancora agli inizi, ma già si pone l'obiettivo di emulare quei fotografi subacquei che riescono a ricreare, con le loro immagini, i colori, la luce e l'atmosfera del mondo sottomarino. Per passare dal desiderio di realizzare sott'acqua una bella foto alla sua effettiva realizzazione, sono indispensabili alcune conoscenze tecniche. Immagine a fuoco, buona inquadratura ed esposizione corretta, sono condizioni indispensabili per raggiungere il risultato contenuto nella domanda iniziale, che potrebbe essere riproposta in questo modo: che cosa fà di una foto corretta e tecnicamente ben riuscita una bella foto?
Senza dover entrare nel merito di un concetto inafferrabile come quello del "bello", si può comunque evidenziare che la conoscenza degli aspetti tecnici ed esecutivi, seppure indiscutibilmente importante, non è sufficiente.
É altrettanto importante riuscire a leggere una immagine, analizzando gli elementi compositivi che concorrono alla sua costruzione.
Come?
Con un esercizio che aiuta ad acquisire, anche se gradualmente, ciò che si definisce il "senso dell'immagine". Si tratta di prendere in considerazione le foto che possono essere definite "belle", cercando di capire come sono state realizzate e, soprattutto, come si possono rifare.
Se si fa una eccezione per quelle foto in cui la fortuna ha avuto un ruolo determinante nell'offrire alla ripresa dell'obiettivo una situazione insolita, capace di generare una emozione immediata, che prescinde dagli aspetti estetici, una immagine dovrebbe nascere dalla rappresentazione di un soggetto consueto, ripreso però in modo particolare, oppure dell'inquadratura di più elementi nella loro migliore collocazione possibile all'interno del fotogramma.
Quel rettangolo della pellicola, infatti, rappresenta uno spazio da gestire al meglio, per illustrare uno scorcio del mondo sottomarino. A volte, quando ci si trova di fronte ad una foto subacquea a cui non mancano varietà di soggetti e vivaci cromatismi, con una esecuzione tecnica che sembra ineccepibile, il nostro interesse si limita ad una breve, indifferente visione.
Ma perché quell'immagine non genera in noi alcuna sensazione o emozione?
La risposta ci indirizza verso un primo ed importante elemento, il centro d'interesse della foto, che introduce il più vasto argomento della composizione dell'immagine. Infatti, se in una fotografia manca un centro d'interesse, ovvero un elemento immediatamente individuabile che si stacchi da tutto il resto, l'immagine non potrà attirare l'attenzione di chi la guarda e risultare, così, di lettura immediata.
Il fotografo deve essere capace di sintesi e colpo d'occhio, soprattutto quando si trova di fronte ad uno scenario ricco di forme di vita e di colori distribuiti su uno spazio visivo molto ambio, o concentrati su un campo scenico più limitato.
Considerando l'impossibilità di riprodurre con l'obiettivo fotografico tutto ciò che l'occhio umano è capace di trasmettere ai nostri sensi, con immediatezza, completezza e soprattutto dinamicità e movimento, è necessario progettare la ripresa con occhio prettamente fotografico e cercare di riassumere nel fotogramma ciò che potrà diventare poi, l'immagine finita, di facile e immediata lettura. Basterà evidenziare uno o pochi elementi, naturalmente i più interessanti e fotogenici, che potranno assumere il ruolo di centro di attenzione e interesse di quella immagine.
Diversamente, quando in una foto ci sono molti soggetti diversi, se pur belli ed affascinanti, l'occhio di chi osserva spazia su tutti gli angoli del fotogramma; la presenza di troppi centri d'interesse, dunque, genera confusione e distrazione. Soprattutto nelle foto panoramiche, ci deve essere sempre la presenza di un soggetto che spicchi in qualche modo su tutto il resto.
Vien da pensare che la parete di un mare tropicale tappezzata di ogni sorta di variopinte alcionarie e di gorgonie contornate da molti pesci corallini, ripresa in tutta questa ricchezza di forme e colori possa diventare veramente una immagine di sicuro effetto; invece, spesso la foto così realizzata appare meno emozionante del previsto. Lo dicevamo prima: ci sono troppi soggetti, troppi colori.
Diverso è il risultato quando si riescono ad isolare, in tutta quella esplosione di vita e di colori, uno o due soggetti in primo piano rispetto al resto. Un altro modo per realizzare foto di lettura immediata consiste nel costruirle intorno ad un unico soggetto, posto in grande evidenza sfruttando al meglio lo sfondo a disposizione, quale elemento comprimario e allo stesso tempo funzionale al risultato ricercato. Va tenuto ben presente che, in questi casi, il rapporto d'ingrandimento del soggetto è di fondamentale importanza; affinché esso assuma il ruolo di centro d'interesse veramente efficace, dovrà occupare, in proporzioni e dimensioni, buona parte del fotogramma.
É una importante regola che deve venire applicata, soprattutto dai principianti o da chi non conosce ancora bene le caratteristiche e le prestazioni operative dell'obiettivo con cui fotografa. Diversamente, l'immagine realizzata apparirà poco leggibile, proprio perché il soggetto ripreso è troppo piccolo rispetto alla dimensione del fotogramma, disperso tra altri elementi secondari presenti e quindi inadeguato a stimolare l'interesse di chi guarda la foto. Ciò riguarda soprattutto le riprese macro di piccoli organismi marini e quelle ravvicinate in cui si vuole evidenziare, per esempio, il muso di un pesce.
E proprio i pesci sono il soggetto forse più accattivante della fotosub. Il concetto di centro d'interesse dell'immagine, non sempre si riferisce ad uno o due elementi/soggetto. Prendendo come esempio proprio il pesce, si può verificare che un gruppo numeroso di pesci della stessa specie rappresenti un unico centro d'interesse. Ma se i pesci fossero di specie diverse, allora ognuno di loro rappresenterebbe un centro di attenzione e ciò potrebbe provocare una certa confusione nella lettura della foto.
Fotograficamente parlando, ciò che viene rappresento nel modo più semplice, di solito ottiene l'effetto migliore. Con questo, non si può parlare di regola assoluta, ma è altrettanto vero che, salvo le immancabili eccezioni, troppi soggetti o troppi centri d'interesse composti in una stessa immagine non danno vita ad una bella foto. Una immagine ha successo se riesce a trasmettere istantaniamente il suo messaggio.
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